.
Annunci online

siderurgikaTV
fonte per la liberazione delle idee
 
 
 
 
           
       

 
 
www.digitalpoint1.it 
 
INDUSTRIA
GRAFICA
FOTOGRAFICA
 
85028  Rionero
C.da Scavone
Zona PIP
Tel. 0972.723507
 
 
TEA
 
GIULIA
 CATERINA
IMMA
LORELLA
CARMEN
STEFANIA
ROBERTA
 
  
 
...La grande sfida è appena iniziata
 
MISS FASHION
WEB 2011
vota la più bella dell'anno.
ogni mese nuove contendenti per la gara a colpi di bellezza con i consensi del pubblico per eleggere la reginetta più ammirata su internet!

Le prime tre classificate a fine anno saranno le protagoniste del VIDEO BOOK come premio per la partecipazione e diventeranno le TESTIMONIAL di SIDERURGIKATV.TK
 
* Una presentazione AGENZIA LUCANIA NETWORK
(InfoTel. 3200.566.744)
 
 
     ESPLORA I VIDEO
    DI SIDERURGIKATV
  
  MUSICA
Mc Gerry - Falsi Poeti
 
  RACCOLTE video
Elastico Rock 1990
 
  PERCORSI
Levi Montalcini - Il Web Festeggia Rita
La Rivoluzione Araba Digitale
XV Mostra Cinematografica
SiderurgikaTv incontra (4 Vol.)
Rionero - "107 Secondi Operai del Sud"
Eventi e Ricordi 2011
San Mauro Forte - I Campanacci 2011
Rionero - 3. Edizione del Concorso Letterario
   
 DOCUMENTI Video
Archivio A. Lostaglio - Servizi Giornalistici 1989
 
 
 
 
 
 

 

 
10 aprile 2008

Video: Tutti al Voto Vol.5

 

Il calendario 2008 dei santi laici

Oggi su www.siderurgikatv.ilcannocchiale.it:

Video: Tutti al Voto Vol.5

Satira Murale: Berlusconi

Fumetto: Collage108 di Claudio Parentela

Curiosità: Grande Fratello

Scatti

Video Inchieste: I Grandi Dittatori: Adolf Hitler (3 capitoli)

Videoclip: Moby - Disco Lies, Moby-Porcelain, Moby - Lift Me Up

Reportage

***





*********

SATIRA MURALE

Berlusconi

- Cavalliere lei ha candidato un fascista.

- Magari fosse uno solo

****************************

 

***********

Curiosità

Grande Fratello

In alcune biblioteche dell'Inghilterra si è cominciato a prendere le impronti digitali a chi chiede libri in prestito.

************************************

 





**************************

 

VIDEO-INCHIESTE

 

 

04)- I Grandi Dittatori: Adolf Hitler - Quarta Parte

Questa raccolta cerca di definire profili ancora nascosti di alcuni tra i più grandi Condottieri del Secolo scorso. Tutti i filmati qui raccolti sono originali dell'epoca. Gli operatori di guerra documentarono realisticamente violenze, conflitti e ritorsioni pertanto, per la cruenza di alcune riprese, si consiglia la visione al solo pubblico adulto.

Adolf Hitler (Braunau am Inn, 20 aprile 1889 - Berlino, 30 aprile 1945) è stato un politico tedesco.

Fu Reichskanzler (Cancelliere) dal 1933 e Führer (Guida, Condottiero) della Germania dal 1934 al 1945 (Terzo Reich). Fu il fondatore e leader del Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi (Nationalsozialistische Deutsche ArbeiterPartei), noto con il nome abbreviato di Partito Nazista.

Hitler conquistò il potere cavalcando lo scontento e l'orgoglio ferito del popolo tedesco, a causa della sconfitta nella prima guerra mondiale e della grave crisi economica che affliggeva la Repubblica di Weimar. Sfruttando abilmente la sua oratoria carismatica e facendo leva sull'insoddisfazione delle classi medie, presentò un manifesto politico intriso di nazionalismo, anticomunismo e antisemitismo, e dopo alterne vicende (fallito Putsch nel '23, con conseguenti otto mesi di carcerazione) arrivò alla Cancelleria nel 1933 e instaurò la dittatura nel 1934, assumendo anche la carica di capo di stato dopo la morte del presidente Paul von Hindenburg. Grazie ad un possente ed efficace programma di ristrutturazione economica e riarmo militare, Hitler perseguì una politica estera estremamente aggressiva, volta ad espandere il Lebensraum (spazio vitale) tedesco a spese delle popolazioni dell'Europa orientale. In un susseguirsi di atti di sfida alla comunità internazionale, giunse ad invadere la Polonia, il 1 settembre del 1939, provocando lo scoppio della seconda guerra mondiale.

Hitler fu fautore e responsabile sin dal 1933 di una politica di discriminazione e segregazione degli Ebrei dalla vita sociale ed economica del Paese; politica che dal 1941 si tramutò in un piano d'internamento e sterminio totale (noto con l'agghiacciante nome di Soluzione finale) al quale ci si è riferiti sin dall'immediato dopoguerra con il termine di Shoah o Olocausto. Oltre al genocidio degli Ebrei, la "Soluzione finale" prevedeva l'eliminazione di altri gruppi etnici, politici e sociali (Rom, popolazioni slave, omosessuali, comunisti, disabili mentali, minoranze religiose, prigionieri di guerra e oppositori politici).

Sconfitto dagli Eserciti alleati, e con le truppe sovietiche ormai penetrate in città, si suicidò nel suo bunker di Berlino il 30 aprile 1945, insieme alla compagna Eva Braun, che aveva sposato poche ore prima.

 

 

 

 

 

01)- I Grandi Dittatori: Benito Mussolini - Prima Parte

Questa raccolta cerca di definire profili ancora nascosti di alcuni tra i più grandi Condottieri del Secolo scorso. Tutti i filmati qui raccolti sono originali dell'epoca. Gli operatori di guerra documentarono realisticamente violenze, conflitti e ritorsioni pertanto, per la cruenza di alcune riprese, si consiglia la visione al solo pubblico adulto.

Benito Amilcare Andrea Mussolini (Dovia di Predappio, 29 luglio 1883 - Giulino di Mezzegra, 28 aprile 1945) è stato un politico e giornalista italiano.

Fu esponente di spicco del Partito Socialista Italiano e direttore del quotidiano socialista l'Avanti! dal 1912. Convinto anti-interventista negli anni precedenti la prima guerra mondiale, nel 1914 cambiò radicalmente opinione, dichiarandosi a favore dell'intervento in guerra. Espulso per questo dal PSI, fondò un proprio giornale, Il Popolo d'Italia, su posizioni nazionaliste vicine alla piccola borghesia. Nel pieno dell'instabilità politica del dopoguerra, cavalcando lo scontento per la vittoria mutilata, fondò il Partito Fascista nel (1921), e si presentò al Paese con un programma politico nazionalista e autoritario, con forti elementi antisocialisti e antisindacali che gli valsero l'appoggio dei ceti industriali, piccolo borghesi e soprattutto agrari.

Nel contesto di forte instabilità politica e sociale successivo alla Grande Guerra, decise di puntare alla presa del potere. Forzando la mano delle istituzioni, con l'aiuto di atti di squadrismo e d'intimidazione politica che culminarono il 28 ottobre del 1922 con la Marcia su Roma, Mussolini ottenne l'incarico di costituire il Governo (30 ottobre del 1922). Dopo il contestato successo alle elezioni politiche del 1924, instaurò nel 1925 la dittatura, risolvendo con forza la delicata situazione venutasi a creare dopo l'assassinio di Giacomo Matteotti.

Dopo il 1935, si avvicinò al nazionalsocialismo tedesco di Hitler, con il quale stabilì un legame che culminò con la stipula del Patto d'Acciaio nel 1939. Certo di una veloce soluzione del conflitto, entrò quindi nella seconda guerra mondiale al fianco della Germania Nazista. In seguito alla disfatta italiana e alla messa in minoranza durante il Gran Consiglio del Fascismo del 24 luglio del 1943, fu arrestato per ordine del Re (25 luglio) e successivamente tradotto a Campo Imperatore. Liberato dai tedeschi, e ormai in balia delle decisioni di Hitler, instaurò nell'Italia settentrionale la Repubblica Sociale Italiana. Il 28 aprile del 1945, durante il tentativo di fuga in Svizzera, travestito da militare tedesco, fu scoperto ed arrestato dai Partigiani, che lo fucilarono insieme alla sua compagna Claretta Petacci.

 

 

 

 

 

02)- I Grandi Dittatori: Benito Mussolini - Seconda Parte

Questa raccolta cerca di definire profili ancora nascosti di alcuni tra i più grandi Condottieri del Secolo scorso. Tutti i filmati qui raccolti sono originali dell'epoca. Gli operatori di guerra documentarono realisticamente violenze, conflitti e ritorsioni pertanto, per la cruenza di alcune riprese, si consiglia la visione al solo pubblico adulto.

Benito Amilcare Andrea Mussolini (Dovia di Predappio, 29 luglio 1883 - Giulino di Mezzegra, 28 aprile 1945) è stato un politico e giornalista italiano.

Fu esponente di spicco del Partito Socialista Italiano e direttore del quotidiano socialista l'Avanti! dal 1912. Convinto anti-interventista negli anni precedenti la prima guerra mondiale, nel 1914 cambiò radicalmente opinione, dichiarandosi a favore dell'intervento in guerra. Espulso per questo dal PSI, fondò un proprio giornale, Il Popolo d'Italia, su posizioni nazionaliste vicine alla piccola borghesia. Nel pieno dell'instabilità politica del dopoguerra, cavalcando lo scontento per la vittoria mutilata, fondò il Partito Fascista nel (1921), e si presentò al Paese con un programma politico nazionalista e autoritario, con forti elementi antisocialisti e antisindacali che gli valsero l'appoggio dei ceti industriali, piccolo borghesi e soprattutto agrari.

Nel contesto di forte instabilità politica e sociale successivo alla Grande Guerra, decise di puntare alla presa del potere. Forzando la mano delle istituzioni, con l'aiuto di atti di squadrismo e d'intimidazione politica che culminarono il 28 ottobre del 1922 con la Marcia su Roma, Mussolini ottenne l'incarico di costituire il Governo (30 ottobre del 1922). Dopo il contestato successo alle elezioni politiche del 1924, instaurò nel 1925 la dittatura, risolvendo con forza la delicata situazione venutasi a creare dopo l'assassinio di Giacomo Matteotti.

Dopo il 1935, si avvicinò al nazionalsocialismo tedesco di Hitler, con il quale stabilì un legame che culminò con la stipula del Patto d'Acciaio nel 1939. Certo di una veloce soluzione del conflitto, entrò quindi nella seconda guerra mondiale al fianco della Germania Nazista. In seguito alla disfatta italiana e alla messa in minoranza durante il Gran Consiglio del Fascismo del 24 luglio del 1943, fu arrestato per ordine del Re (25 luglio) e successivamente tradotto a Campo Imperatore. Liberato dai tedeschi, e ormai in balia delle decisioni di Hitler, instaurò nell'Italia settentrionale la Repubblica Sociale Italiana. Il 28 aprile del 1945, durante il tentativo di fuga in Svizzera, travestito da militare tedesco, fu scoperto ed arrestato dai Partigiani, che lo fucilarono insieme alla sua compagna Claretta Petacci.

 

***************************************************

 

VIDEOCLIP

 

Moby - Disco Lies

Moby-Porcelain

Moby - Lift Me Up

***

REPORTAGE




Il Dalai Lama "E’ genocidio culturale"

«Il Tibet sta subendo un genocidio culturale. La nostra nazione è in grave pericolo». La voce del Dalai Lama si alza chiara e forte dal suo esilio indiano, da dove la massima autorità spirituale tibetana sta seguendo la più dura repressione subita dal suo popolo negli ultimi vent’anni. «Che il governo cinese lo ammetta o no c’è un problema», ha insistito, parlando a Dharamsala, la citta dell’India settentrionale dove si è rifugiato nel 1959. Ma il 72enne premio Nobel per la Pace ha riaffermato di essere contrario al boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino, che si terranno in agosto. «Il popolo cinese - ha detto - ha diritto di sentirsi fiero e ha meritato i Giochi. Noi non vogliamo la secessione ma l’autonomia». I tibetani - ha proseguito - sono «trattati come cittadini di seconda classe e vivono in un regime di terrore. Solo l’autonomia può preservare l’ambiente e la cultura del Tibet». L’insistenza sull’autonomia si inserisce nella politica della «via di mezzo», di ispirazione buddhista, predicata dal Dalai Lama, ma rischia di scontentare sia i tibetani sostenitori di una lotta più dura che i cinesi. Le dimostrazioni di protesta, anche violente, non auspicate dal Dalai Lama, si propagano a macchia di leopardo. Non è più soltanto il Tibet a bruciare. La protesta si sta allargando a tutta la regione storica tibetana, che si estende ben al di là della regione autonoma riconosciuta dalla Cina, nelle province del Sichaun e del Qianghai. Ieri nel distretto di Aba, in quello che era l’Amdo nel Tibet storico, i dimostranti hanno protestato contro la repressione cinese, dato fuoco anche a due auto e un camion della polizia. Fonti tibetane all’estero dicono che sette persone sono state uccise, tra cui almeno tre monaci. La polizia nega. Un residente tibetano di Aba ha detto che i morti sono una decina, si sono sentiti spari. I dimostranti erano per la maggior parte studenti del locale liceo in lingua tibetana. Nella stessa giornata il vicino monastero di Ngaba Kirti ha issato la bandiera nazionale del Tibet, proibita in Cina. Forze di sicurezza hanno fatto irruzione del monastero impedendo ai monaci di uscire. Nella provincia del Qianghai, sempre parte del Tibet storico e dove è nato il Dalai Lama, un centinaio di monaci del monastero di Rongwo a Tongren, sono saliti sopra una collina a bruciare incenso e sparare fuochi d’artificio per protesta contro la repressione. Sabato c’erano stati altri disordini a Xiahe, nell’attuale provincia del Gansu, sede del più grande monastero lamaista fuori dalla regione autonoma del Tibet, quello di Lebrang, che ospita una storica biblioteca tibetana. Un gruppo di dimostranti, tra i mille e i cinquemila a seconda delle testimonianze, inneggiava all’indipendenza del Tibet. I monaci si sono scontrati con la polizia, e i testimoni riferiscono di spari ed esplosioni», ma nn ci sono per ora notizie di vittime. Intanto si è aperta la guerra dei numeri tra Dharamsala, sede del governo tibetano in esilio, e Pechino. Ieri i tibetani hanno detto che nelle violenze della settimana scorsa ci sono stati 80 morti e 72 feriti. Pechino insiste su dieci «civili innocenti» morti e 12 poliziotti feriti. Verificare in questi giorni è quasi impossibile, praticamente non esistono immagini della rivolta. Il sito Internet YouTube è stato oscurato dopo la diffusione di un video che mostrava immagini delle dimostrazioni e della città in stato d’assedio. Le uniche immagini diffuse da due giorni dalla televisione cinese mostrano soltanto tibetani a Lhasa che danno l’assalto a negozi gestiti da cinesi e che danno fuoco ad automobili della polizia. La televisione cinese ha mostrato le strade della città deserte con autoblindo di pattuglia. Altoparlanti urlano slogan intimando ai cittadini di «distinguere fra nemici e amici e mantenere l’ordine». La rete televisiva Hong Kong Cable Tv è stata l’unica emittente straniera a trasmettere in diretta da Lhasa. Le immagini mostrano un gran numero di agenti di polizia che compiono massicce retate nelle strade del capoluogo, gente insanguinata, militari dovunque. Oggi nel pomeriggio ora italiana scade l’ultimatum delle autorità ai rivoltosi di consegnarsi. Dopo il governo promette pene severe contro tutti quelli che saranno arrestati. L’ultimatum riguarda anche le Ong straniere, che devono lasciare la regione, probabilmente per non poter testimoniare la repressione. Ma il giro di vite, più che spegnere la rivolta, rischia di farla aggravare. È il timore espresso dal Dalai Lama alla Bbc: «La situazione è diventata davvero molto tesa. I tibetani sono determinati, i cinesi anche. Il risultato non può che essere altri morti e altre sofferenze». A meno di un cambiamento di politica da parte di Pechino.

La Stampa - 17 Marzo



***

Talpe al lavoro dal Sud Africa all’Australia

I eri l’oro ha deciso di imboccare una decisa retromarcia rispetto ai rialzi prodigiosi che negli ultimi mesi lo avevano portato a superare i mille dollari l’oncia, e in una sola seduta ne ha persi all’incirca 50. Rispetto ai 1006,75 dollari dell’altro giorno, la chiusura è stata di 958,50 dollari, ma in certi momenti della giornata a New York la quotazione è scivolata persino sotto i 950 dollari. All’origine di questo parziale riflusso non c’è una perdita di fiducia nell’oro ma una certa volontà di realizzare i guadagni da parte degli speculatori, inoltre ci si è messo un tentativo di recupero del cambio del dollaro, che è la moneta con cui si misura il valore dell’oro in tutto il mondo (come si fa per il petrolio); quindi l’oro è legato a filo doppio ai su e giù del biglietto verde. Non sono queste oscillazioni a poter mandare in crisi il ruolo di bene- rifugio del metallo giallo, che innanzitutto è (appunto) un metallo con applicazioni non estesissime ma pregiate nell’industria grazie alla sua estrema duttilità, inoltre l’oro ha sempre abbagliato gli uomini e soprattutto le donne per i gioielli e tende a crescere di valore quando il petrolio va su di prezzo, perché gli sceicchi e i nuovi ricchi russi ne comprano a chili quando incassano di più con il greggio; insomma le quotazioni dell’oro giallo e dell’oro nero tendono ad andare a braccetto. La terza ragione per cui chi specula sull’oro ha buone prospettive di guadagno è che nel sottosuolo questo prezioso minerale si sta rarefacendo, e allora per estrarlo bisogna fare sempre più fatica e spendere di più - e fra l’altro, danneggiare sempre di più l’ambiente. Oggi dalle miniere escono 2.500 tonnellate di oro l’anno, e non è record. La produzione, dopo aver raggiunto il picco nel 2004 (con 2.600 tonnellate) ha cominciato a scendere. Il costo per strappare al terreno un’oncia (31 grammi) d’oro si sta avvicinando ai 500 dollari. In Sud Africa, primo produttore mondiale, ormai si scava a quattromila metri di profondità per ottenere due o tre grammi d’oro da una tonnellata di roccia. Una ventina d’anni fa miniere del genere sarebbero state considerate poco economiche, e si pensi che un secolo fa negli Stati Uniti erano reputate scarsamente produttive anche le miniere (a cielo aperto) lungo i fiumi che davano 35 grammi per tonnellata di materiale. Adesso invece si scava sempre di più per motivi analoghi a quelli che spingono a riattivare le miniere di carbone in Gran Bretagna, cioè perché la domanda cresce, la remunerazione anche, e la tecnologia permette azzardi sempre maggiori. Oltre al lavoro da talpe in profondità si stanno espandendo anche le miniere a cielo aperto, dal Sud Africa all’Australia, tanto che i loro vasti buchi risultano sempre più visibili dall’occhio implacabile dei satelliti artificiali. Le ferite al paesaggio, visibili da terra e anche dallo spazio, non sono l’unico dazio che l’ambiente paga all’estrazione dell’oro. Il problema più grave, da questo punto di vista, è che la procedura per ottenere il metallo giallo è altamente inquinante e può danneggiare i suoli anche peggio delle discariche abusive di monnezza e di rifiuti industriali in Campania. Il materiale aurifero scavato in miniera viene innaffiato con una soluzione di cianuro che separa l’oro da tutto il resto grazie a una reazione chimica. Non è che a cose fatte il cianuro se ne vada da sé. Certo lo si può portare via (da un suolo comunque sconvolto) ma le operazioni di ripristino sono costose e riducono i margini economici, quindi le imprese del settore non vi si dedicano con entusiasmo, soprattutto nel Terzo mondo dove è più facile aggirare le regole ambientali. O forse di dovrebbe dire che «era» più facile aggirare le regole, perché adesso la sensibilità ambientalista si sta diffondendo anche in Paesi auriferi marginali come l’Indonesia e le Filippine, soprattutto se il nemico sono multinazionali di matrice occidentale e alla polemica «verde» si può dare anche una coloritura anti-imperialista. Non ultimo fra i danni che l’estrazione dell’oro può infliggere all’ambiente è il grande consumo di acqua, che viene sottratta ad altre attività e restituita inquinata. E molte miniere d’oro si trovano in regioni aride.

La Stampa - 20 Marzo



***

Bloccata l'asta giudiziaria di sei animali sequestrati

I cani non sono mobili usati da mettere all'asta». Questa è la storia di un pitbull e di cinque dogo argentini, che ieri mattina a Carpignano Sesia, un paesino del Piemonte fra Novara e Vercelli, hanno rischiato di finire all'incanto. Base d’asta: 20 euro ciascuno. E tra il pubblico, pronto a riprenderseli, c’era anche l’ex proprietario, condannato due anni fa proprio per il loro maltrattamento.

Sette giorni di tempo

A scongiurare la vendita sono stati i volontari dell'Ente protezione animali (Enpa), intervenuti ieri al canile «Comunità», dove era stata organizzata l’asta giudiziaria: sono riusciti ad ottenere sette giorni di tempo per trovare agli animali una sistemazione migliore. Cioè una vera casa.

La loro odissea comincia due anni fa. Il 14 febbraio i carabinieri arrivano nell’abitazione di Thomas Nori, a Garbagna Novarese, alle porte del capoluogo, e trovano i suoi cani rinchiusi nel cortile di casa, in due box di lamiera. Un pitbull e tre dogo argentini, di cui due maschi e una femmina gravida: sono denutriti, feriti e vivono fra i loro escrementi.

«I due dogo maschi sono morti nemmeno un anno dopo - ricorda Giancarlo Raimondi, il gestore del canile che li ha ospitati durante il sequestro giudiziario in questi due anni -: il più giovane aveva profonde lesioni al cranio e alle orecchie, lo abbiamo perso dopo qualche mese». Il pitbull invece è sopravvissuto: «Aveva tagli su tutto il muso - sottolinea Raimondi -: i segni se li porta addosso ancora oggi». La femmina partorisce il 30 marzo cinque cuccioli: uno è morto subito, gli altri ieri a Carpignano erano nelle loro gabbie. Pronti all’asta pure loro.

Dopo il sopralluogo gli animali vengono immediatamente sequestrati e Nori denunciato per maltrattamenti. La condanna è a sette mesi di carcere e una multa di 4 mila euro. In galera però non ci va e non paga nulla: è irreperibile da due anni. Non dice dove abita, perchè ha paura che qualcuno gli tolga gli animali che possiede oggi: un pitbull, un meticcio, due bassotti e un gatto.

Ieri mattina a Carpignano c’era anche lui: aspettava fuori dai cancelli del canile, dove non lo hanno fatto entrare. «Non ho mai toccato quegli animali - protesta -. Sono qui perché non voglio che vengano venduti: se io non posso riaverli, che li prenda qualcuno pronto ad amarli».

Pericolosi per la legge

Dentro, a pochi passi dalle gabbie dei cani, i volontari di Enpa Piemonte discutevano con l’ufficiale giudiziario per rimandare l’asta: «Non possiamo permettere che dei cani vengano offerti all’incanto come televisori. Non sono oggetti - sottolinea Giovanni Pallotti, coordinatore regionale dell’Enpa -. Dovrebbero essere considerati come beni non pignorabili, soprattutto quando provengono da storie malate di maltrattamenti e abusi».

Animali da rispettare quindi e da proteggere, nell’interesse di tutti: «Questi sei cani, tra l’altro, sono tutti considerati per la legge italiana potenzialmente pericolosi: una ragione in più perchè non vengano affidati al primo che capita per venti euro». E intanto, però, qualcuno è costretto a fare altri conti: il gestore del canile in cui gli animali erano sotto sequestro giudiziario ha ricevuto solo 1900 euro per il loro mantenimento. Ne aspetta altri 30 mila.

La Stampa - 14 Marzo



 

Ultime cose
Il mio profilo

* * * * * * * * * * COMUNE DI SAN FELE * * * * * * * * * *
Comune di San Fele - Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze
Comune di San Fele - Eventi 2010
Comune di San Fele - San Fele d'Oro
Comune di San Fele - San Giustino, Santo dei Due Monti
Comune di San Fele - "C'era Una Volta" Concerto/Presentazione del Laboratorio
* * * * * * * * * * COMUNE DI RUVO DEL MONTE * * * * * * * * * *
Comune di Ruvo del Monte - Conferimento Cittadinanza Onoraria Eva Hunter
Comune di Ruvo del Monte - Eventi 2010
Comune di Ruvo del Monte - Eventi 2010 (Vol.2)
Comune di Ginestra - No alle Estrazioni di Indrocarburi nel Vulture
* * * * * * * * * * COMUNE DI RIONERO IN VULTURE * * * * * * * * * *
Comune di Rionero - "Violenza per l'Essere Donna" - Lavori: Istituto d'Istruzione
67. Anniversario Eccidio Nazi-fascista - Manifestazione 4 Novembre 2010
Comune di Rionero - Conferenza Stampa C.S. Vultur - Conferenza Stampa Piano Urbanistico
Comune di Rionero - Padre Achille Fosco
Comune di Rionero - La Differenziata La Fai Tu
Comune di Rionero - Giornata della Memoria 2010
Comune di Rionero - Incontri con gli Autori: "Giuseppe Catenacci", "L'Ombra del Visir"
Comune di Rionero - Natale 2009
Comune di Rionero - "Voci di Famiglia" di Harold Pinter
Comune di Rionero - "Una Piazza Italiana"
Comune di Rionero - Visita del Presidente della Repubblica
Comune di Rionero - Incontri con gli Autori - Le Verità Nascoste
Comune di Rionero - Le Opportunità Offerte nell'ambito della Ricerca
Comune di Rionero - Progetto Archeologico: "Da Torre Degli Embrici al Vulture"
Comune di Rionero - Consigli Comunali
Comune di Rionero - 66. Anniversario Eccidio - 4 Novembre
A Rionero Piovono Libri 2010
Comune di Rionero - Don Luigi Ciotti
Comune di Rionero - A Rionero piovono libri 2011
* * * * * * * * * * PRO-LOCO FILIANO * * * * * * * * * *
Pro-Loco Filiano: Presentazione del Libro Lucani
Pro-Loco Filiano - Eventi Culturali 2011
* * * * * * * * * * PRO-LOCO VENOSA * * * * * * * * *
Pro-Loco Venusia: Presentazione del libro "Socrate"
Pro-Loco Venusia - Vivi Un Natale a Venosa 2010
Pro-Loco Venusia - Miss Italia 2007
Pro-Loco Venusia - Notte Bianca 2007
Pro-Loco Venusia - "Schermi Riflessi" di A. Lostaglio
* * * * * * * * * * CENTRO ARCOBALENO * * * * * * * * * *
Centro Commerciale Arcobaleno - Conferenza Stampa Borse di Studio
Centro Commerciale Arcobaleno - Eventi 2010
Centro Commerciale Arcobaleno - Notte Bianca
Centro Commerciale Arcobaleno - Mangia e Ridi
* * * * * * * * * * ARCHIVIO DOCUMENTI * * * * * * * * * *
Documenti - Carnevale Rionerese 1988
Archivio Armando Lostaglio: Poesie di Carmine Cassese
Documenti Archivio Tele Vulture (Vol.1)
Documenti Archivio Tele Vulture (Vol. 2)
Documenti - Archivio Tele Vulture (Vol.3)
Documenti - Archivio Tele Vulture (Vol.4)
Documenti - Archivio Tele Vulture: Le 7 note del Vulture
Documenti - Archivio Tele Vulture (Vol.5)



me l'avete letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

   
sfoglia     marzo   <<  10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19  >>   maggio